IL CAMBIAMENTO? RITORNARE A CASA

IL CAMBIAMENTO? RITORNARE A CASA

 

Tre immagini in fondo all’articolo

 

 

Il cambiamento è interessante.

Tutti ne parlano e scrivono fiumi di parole.

Purtroppo tutti ripetono la stessa minestra.

 

Oggi abbiamo una schiera di mental coach, guru, life coach, personaggi tra i più vari e improbabili che si occupano di discipline olistiche, quantiche, spirituali, tutti uniti, a parer mio, per spillare un po’ di denaro a coloro che credono di poter cambiare presto con minimo impegno, seguendo alcuni corsi o addirittura in maniera totalmente passiva, subendo trattamenti spirituali (?).

 

Similmente è ciò che accade nel web.

Quanta gente ogni giorno mi vuole far guadagnare un sacco di soldi comprando il suo corso!

Martellano la casella di posta con sadica continuità.

Ti senti quasi scemo a non approfittare del dono che la provvidenza ha preparato apposta per te.

In realtà sul web non esistono formule magiche. Un 10% lo devi sapere circa il funzionamento della SEO, delle piattaforme e di come funziona il sistema. L’altro 90% è duro lavoro sul campo, fatto di sconfitte, di delusioni, di fatiche che alla fine ti faranno approdare a dei risultati.

Nessuna ricetta segreta da tanti fantastiliardi di euro ma solo impegno, perseveranza e intelligenza.

 

In questo clima di superficialità la parola cambiamento si spreca.

 

Oltretutto sono tutti concordi a dare un significato quasi univoco a questo termine. Esaminiamone alcuni:

 

  • Cambiamento inteso come modificazione di abitudini da sostituire con delle altre, caso mai più funzionale, per giungere a una soglia di automatismo comportamentale.

 

  • Cambiamento inteso come ignoto, salto nel buio, abbandono della propria “confort zone”. Tuffo nel mare dell’incertezza.

 

  • Cambiamento difficile perché il salto verso l’obiettivo può essere troppo grande.

 

  • Cambiamento inteso come viaggio che deve tenere conto di chi sei, di ciò che hai appreso e della tua esperienza. Un passo alla volta guardando dove si mettono i piedi e non all’obiettivo finale.

 

  • Cambiamento inteso come desiderio della motivazione per cambiare. Non si tratta di diventare persone diverse. “Ma cercare dei modi di essere e agire che ci offrano maggiori benefici. Diceva lo scrittore francese Anatole France (1844-1924): «Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia».

 

 

Il cambiamento è identificato come una progressione in avanti: dal punto A al punto B. Una sorta di percorso ritenuto periglioso, oscuro e altamente insicuro da incutere paure e ansie.

 

Da ogni parte si alza il coro di chi insiste sul mantenere chi sei stata, la tua cultura, la tua esperienza. Insomma un cambiamento di comportamento attraverso abitudini nuove che tengono conto di tutto ciò che è stato, quasi con una vena di malinconia di quello che fu. Anche quest’affermazione è davvero incredibile. Cambiare vuol proprio dire l’esatto contrario e non certo portarsi dietro zavorre del passato.

 

Questo è il principale problema da risolvere.

 

Il cambiamento non è un percorso verso un obiettivo dettato da un format prestabilito, da un’idea di perfezione comunemente accettata.

Il cambiamento è un EVOLUZIONE ALLA QUALE NON È POSSIBILE SOTTRARSI.

 

Certamente non è il raggiungimento di un obiettivo, poiché nella vita non esiste un obiettivo finale ma solamente il vivere ogni giorno intensamente e con pienezza ciò che si è.

 

Allora ti chiederai, che cosa è il cambiamento?

 

Per rispondere a questa domanda parliamo un attimo di coscienza.

 

 

1) IL PROBLEMA DELLA COSCIENZA

G.I.Gurdjieff diceva: «Devi imparare a non conformarti a ciò che le persone, che ti stanno intorno considerano buono o cattivo, impara ad agire secondo ciò che ti detta la tua coscienza. Una coscienza liberamente sviluppata ne saprà sempre di più di tutti i libri e di tutti i maestri messi insieme».

 

Questa frase, anche se detta da un grande pensatore che sapeva quello che diceva, DEVE ESSERE INTERPRETATA CORRETTAMENTE, altrimenti chi la legge potrebbe essere colto da una buona dose di superficialità e dare per scontato ciò che assolutamente non è.

 

Si parla di coscienza.

Ma quale coscienza?

 

La massa non ha coscienza se non quello che le hanno detto che deve possedere. Non possiede una coscienza propria ma solo quella realtà instillata, gestita e mantenuta da tutti i sistemi di orientamento e di omologazione che affliggono l’essere umano.

 

Altrimenti:

  • Come potrebbe l’essere umano vivere sempre contro se stesso?

  • Come potrebbero fare breccia tutte quelle declinazioni della falsa spiritualità da pochi centesimi al quintale, ricche di livelli, titoli, master e certificati, guru, maestri illuminatissimi?

 

L’uomo ha davvero perso la propria origine e sono davvero pochi quelli che lo fanno notare seriamente.

 

Sai perché?

 

Perché il livello deve essere tenuto molto basso. Se vuoi avere 10.000, 100.000 followers, non si possono fare discorsi complicati, occorre dare quello che la gente vuole, quello che la gente è interiormente.

Devi dare le immagini che hanno dentro. Ovvero mantenerli nell’errore e loro ti ringrazieranno perché sentiranno “vere” le tue parole.

 

E la massa non vuole responsabilizzarsi ma solamente eseguire ordini, al ritmo del plauso sociale naturalmente.

L’importante è che il cambiamento sia illusorio non reale, cioè si deve avere l’impressione di avanzare ma in realtà si cambia solo recinto e pastore. Intanto si blocca ogni possibile movimento vero di verticalizzazione dell’anima degli individui e si lasciano crogiolare in delle discipline olistiche al limite della correttezza.

 

La realtà percettiva delle persone è alquanto complicata.

 

Vediamola.

 

Le persone non possono avere liberamente accesso alla propria coscienza poiché essa è anticipata E DEVIATA da varie realtà stratificate che ne impediscono il riconoscimento e l’emersione.

 

Alla fine l’IO STORICO si trova a costruire la storia dell’individuo per com’è imposto dalle realtà che si sono frapposte tra il vero che un individuo è e quello che gli hanno detto di credere di essere.

 

Appellarsi alla coscienza è un atto inutile poiché nessuno è in grado di percepire una prigione dalle sbarre invisibili, se crede, di essere completamente libero.

 

Si chiamano “utili illusi”.

 

L’unica possibilità consiste nel percepire un’urgenza di Essere che non trova pace in alcun modo.

 

FASE DI PARTENZA

(vedi immagine 1 in fondo all’articolo)

 

Dare corpo a questa cocente insoddisfazione è il primo atto di libertà che un essere umano sano può e deve fare.

Ecco che cambiare è solo spostarsi da tutto il falso che ci hanno caricato dentro per ritornare alla nostra vera dimora, a casa dalla nostra anima, e ascoltarla per realizzarla.

Significa risalire alla propria origine, alla propria anima, renderla cosciente di tutto ciò che abbiamo compreso e dedicarsi in via esclusiva a lei.

 

Cambiare è ritornare finalmente a casa.

 

Non si fa in un giorno e non si fa da soli.

 

C’è sempre qualcuno che ci dona il passaggio necessario per farci oltrepassare la stretta porta della consapevolezza.

 

Da questo prospetto si vede come ciò che siamo resta sepolta in fondo senza possibilità alcuna di poter suggerire all’IO che cosa fare.

Le persone sono completamente sommerse e fagocitate da tre tipologie impedimento: le reazioni, il Dominio, e il Meccanismo Omologante.

 

Diamo uno sguardo d’insieme:

 

  • L’IO è quella componente che ci serve per scrivere la nostra storia. È un mediatore di realtà fondamentale per interagire col mondo reale. L’IO è decisione e azione-

  • LE REAZIONI sono le modalità con le quali noi re-agiamo a tutti i meccanismi esposti. Qui troviamo i traumi psichici, i complessi e tutti i comportamenti di adattamento che abbiamo dovuto escogitare per sopravvivere.

  • IL DOMINIO è la copia fedele del Meccanismo Omologante ma creata dagli uomini, i più capaci, attraverso i miti, gli archetipi, gli stereotipi e i simboli. Questo spazio è pieno di sistemi di orientamento come l’educazione, la scuola, la morale, il senso comune, le religioni, le ideologie, ecc.

  • IL MECCANISMO OMOLOGANTE è una struttura connaturata all’umano. Tutti i sapienti hanno sempre affermato che l’essere umano è addormentato. Una delle sue funzioni è proprio quella.

  • IL PUNTO ZERO corrisponde al primo istante in cui la vita ha creato la nuova individuazione col concepimento. In quel preciso momento ognuno riceve il suo libretto d’istruzioni e una dote di virtù, talenti ed esperienze da attuare e comprendere. Poi, tutto parteciperà a occultare questa realtà, nascondendo anche il vero scopo della vita. La massa attuerà la vita che sarà suggerita, mai la propria.

 

 

Capisci bene che sentire parlare di rimedi olistici che risolvono tutto in un batter d’occhio, è abbastanza irreale.

 

In questa situazione la consapevolezza non esiste.

 

La massa degli individui crede di sapere ma non sa assolutamente nulla di se stessi e della vita. Quello che possiedono è solo un “passato costruito”, una sorta di memoria, dalla quale attingono per

orientarsi nel mondo.

Purtroppo questo movimento non è mai coerente col PUNTO ZERO, con ciò che potenzialmente le persone siano, la loro unicità.

Così fan tutti.

 

FASE DISCENDENTE

(vedi immagine 2 in fondo all’articolo)

 

In una piccola parte di esseri umani si aprono delle brecce, degli sprazzi di luce che causano un’urgenza, una ricerca di risposte che non può essere tacciata.

Ecco che allora l’uomo nuovo può emergere e riappropriarsi della sua coscienza, capire chi è e realizzare fuori per com’è dentro.

 

Non si deve guardare fuori ma dentro se stessi. Scendere in fondo, partendo dall’osservare le nostre reazioni, la nostra infelicità, i nostri disagi, le nostre patologie e le nostre insoddisfazioni.

Si parte sempre da qui, da dare risposte a qualcosa che non ci siamo mai chiesti prima.

 

Questo è un processo che richiede anche tutta una vita come minimo e un impegno quotidiano teso al costante miglioramento di se stessi.

Si parte dall’analisi delle nostre reazioni per poi giungere a tutti quei condizionamenti propri del Dominio e infine si arriva al cuore del problema: riconoscimento di come funziona il Meccanismo Omologante e come aggirarlo.

 

FASE ASCENDENTE

(vedi immagine 3 in fondo all’articolo)

 

In ultimo si svelerà il Punto Zero che è l’epifenomeno della nostra anima. Con quel nuovo riferimento acquisito la vita cambierà totalmente. Finalmente vivremo per noi stessi e per essere felici. Sì felici poiché la felicità altro non è che la capacità di vivere consapevolmente senza memoria del passato ma basandosi esclusivamente sul reale, sull’emozione di vivere ogni situazione come novità esistenziale assoluta, che non necessita più di alcun riferimento, modello o pensiero esterno.

 

Si libera una tale forza che cambia la vita. Non si è più assorbiti dagli impedimenti e l’unico desiderio che avanza è quello di vivere, di meravigliarsi e di amare ogni giorno la propria esistenza.

 

Cambia veramente tutto. Un cambiamento epocale si profila all’orizzonte.

 

Esistono poi degli strumenti che ci possono dirigere in questa ricerca come l’interpretazione dei sogni e lo sviluppo di percezioni alternative a quelle cerebrali. Praticamente la strada è la costruzione di una “visione simbolica” e di una percezione quasi passiva che evidenzia di volta in volta l’unico passaggio giusto da percorrere.

L’azione giusta è solo una tutte le altre saranno un po’ meno valide ma l’ottimale è solo quella, che permette al soggetto di andare sempre oltre all’apparenza e interagire solo con ciò che è vero e non illusorio.

 

 

2) PERCHÉ CAMBIARE?       

Perché non rimanere come si è?

Il cambiamento fa sempre paura. Se io cambio, poi cosa succede?

Qualcuno non mi amerà più?

Gli altri mi giudicheranno male?

Diranno che non sono più lo stesso, che sono cambiato.

Mi disapproveranno.

 

Certamente se tu provassi a cambiare, dopo non potresti fare tante cose e anche con molto impegno come:

–    lamentarti continuamente come una pecora belante;

–    incolpare gli altri, il potere, la politica, i ricchi, il destino, la sfortuna, ecc.;

–    arrabbiarti per la dilagante corruzione;

–    prendertela perché la sanità non funziona;

–    odiare la squadra avversaria o le idee altrui;

–    avercela con la crisi, motivo per cui gli affari vanno male;

–    guardare la tv, il telegiornale e tutti i talk-show;

–    leggere più quotidiani per essere informato;

–    pensare che un partito politico sia il migliore;

–    non perdere l’ultima puntata di uno show;

–    trascorrere ore al pc o all’iPhone senza scopo;

–    condividere su FB frasi di altri;

–    cliccare mi piace 30 volte al giorno;

–    soffrire, stare male e andare dal medico che ti guarirà;

–    se stai male incolpare virus, batteri, malattie, tuo marito o tua moglie che ti fa arrabbiare, che non ti capisce, che ti tradisce;

–    sentirti spirituale seguendo una religione o un percorso simile;

–    incolpare il lavoro, il capoufficio, la scuola, ecc.

 

Se vuoi mantenere tutto questo, LASCIA PERDERE.

Stai bene così ed è giusto che rimanga delle tue opinioni.

No, non è una presa in giro, è la realtà.

Se quel modo di vivere ti piace e non desideri altro, significa che è meglio aspettare ancora.

Se non hai dentro una richiesta di comprensione che non trova appagamento in niente, lascia stare.

Anche se soffri o hai una malattia, non è ancora l’ora.

Ma se vuoi qualcosa di più, solo in questo caso prosegui..

Nel film statunitense Matrix” del 1999, il primo della serie, c’è un dialogo tra Morpheus e Neo diventato famoso.

 

Lo riporto integralmente:

«Se sei qui è perché intuisci qualcosa che non quadra nel mondo, anche se non sai descriverlo. È un chiodo fisso nella testa da diventarci matto. Ma non sai cos’è. Matrix è ovunque. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando guardi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro o quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. La verità è che tu sei uno schiavo, nato in catene, in una prigione che non ha mura, non ha sbarre, non ha odore. Una prigione per la tua mente… nessuno di noi è in grado di descrivere Matrix agli altri. Lo potrai scoprire solo con i tuoi occhi cosa è. Pillola azzurra fine della storia, domani ti risveglierai nella tua camera come se niente fosse e non ricorderai nulla. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio. Sei qui perché intuisci qualcosa che non quadra nel mondo anche se non sai descriverlo.

È un chiodo fisso nella testa da diventarci matto. Ma non sai cos’è».

 

Anche la frase che l’agente Smith rivolge a Morpheus prigioniero è però oltremodo interessante:

«Desidero condividere con te (Morpheus) una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie.

Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate.

Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce e l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca.

C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus.

Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura».

 

Conoscere è ardito, conoscersi è eroico.

 

È TUTTO SCRITTO  NEI SEGUENTI BREVI PASSI:

 

Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,

se non riuscirai a trovare dentro te stesso

ciò che cerchi

non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa,

come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh, uomo conosci te stesso e

conoscerai l’Universo e gli Dei.

Oracolo di Delfi – scritta sul tempio di Apollo

 

 

Gesù disse, “Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”

Didimo Giuda Tommaso, 3

 

 

 

3) IL CORAGGIO DI ESISTERE

Generalmente gli individui sono ospiti della propria vita.

Vivere passivamente, ricalcare gli stereotipi, subire l’esistenza, sono situazioni molto comuni. La confusione nella quale tutti siamo immersi è reale ed è la stessa che alberga all’interno delle menti dei più.

Molti si trincerano all’interno di false certezze come la falsa spiritualità, i doveri sociali, ecc., ma questa non-vita non riuscirà mai a colmare lo stato di sofferenza che pare accompagnare indissolubilmente l’umano.

 

Alcuni lo definiscono il “mal dell’anima”.

 

Gli individui sono atterriti dal caos, dalla confusione e dalla complessità della società attuale.

“In principio era il Caos”, scrive Esiodo all’inizio della sua “Teogonia”; e “All’inizio c’era il vuoto”, recita la “Genesi”.

Il termine “chaòs”, con c aspirata come il greco moderno e l’accento sulla vocale o, si traduce con vuoto. La parola indoeuropea originale era cavos. Furono i greci, che a un certo punto della loro storia smisero totalmente di pronunciare la lettera “v”. il celebre “horror vacui”, il terrore del vuoto (perché vacuus, in latino, ha lo stesso significato di cavus, appunto vuoto; ma se guardiamo le radici di queste due parole, vac e cav, scopriamo che… sono la stessa, con le consonanti invertite (metàtesi).

Caos come disordine originario preesistente alla creazione. La condizione prima dalla quale ogni altra realtà è stata generata grazie a un principio ordinatore.

Il caos è necessario per la nostra crescita. Non deve spaventare ma deve essere accolto per quello che è: una possibilità infinita. É condizione necessaria per il cambiamento.

Non importa quanto improbe siano le esperienze che dobbiamo affrontare. Non importa se apparentemente non esistono soluzioni possibili.

L’uomo deve sviluppare un forte senso di fiducia nella sua trascendenza operativa, nella propria magia rivolta al cambiamento che altro non è che uno stato trasformativo perpetuo.

Ricercare e accettare il cambiamento perenne come unico luogo dove sostare confidando nella propria eterna sacralità: questa è la chiavo per vivere un’esistenza all’altezza di ciò che veramente sei.

Non subire i limiti ma conoscili per superarli.

Quando hai portato alla coscienza un tuo limite, lo hai già superato poiché quel limite aveva il preciso scopo di insegnarti qualcosa. Ciò che pare impossibile, oggi, domani potrai risolverlo agevolmente.

Cadere nell’incertezza e nella paura è fin troppo facile e sbrigativo. Jerard J. Puccio presidente e docente presso l’International Center for studies in creativity – Buffalo – U.S.A., afferma: “Le persone creative sono flessibili, adattive, coraggiose, fiduciose nel momento in cui sono chiamate ad assumersi dei rischi per affrontare il cambiamento, l’incertezza e l’ambiguità. Sono resilienti e intelligenti. Usano l’immaginazione per generare nuove soluzioni a problemi che non hanno risposte facili e sono abili a scorgere le opportunità. Hanno l’intelligenza di capire che non possiedono una risposta per tutto e sanno sostenere i loro team e trarne le idee migliori. Queste sono esattamente le qualità e le competenze richieste ai leader del ventunesimo secolo”.

Il caos rappresenta sempre una opportunità ed è proprio per questo motivo che non deve farti paura ma bensì fungere da stimolo per migliorare sempre di più i risultati.

Il caos rappresenta sempre la possibilità di cambiare. 

Si tratta di un’immensa forza in movimento che ancora non si è formalizzata ma se poni attenzione nel momento in cui ti fiderai, si spalancheranno porte che ti permetteranno libertà più grandi, azioni più vaste, risultati inaspettati. Non lo sai ancora ma tu già possiedi il principio ordinatore nel tuo intimo.

Scoprilo e usalo!

La scrittura cinese ha lo stesso segno sia per la parola “crisi” che per la parola opportunità. Invece di avere timore del caos, e di conseguenza del nuovo, si tratta di rivolgerti in maniera cosciente per fronteggiare i problemi e le sfide che la vita ti pone.

 

Coraggio vuol dire diventare un tutt’uno con il dolore, con la tristezza, con la disperazione.

Coraggio vuol dire evitare di scappare, di nascondere la testa nella sabbia, di rifugiarsi in situazioni di comodo. Attenzione, spesso anche la malattia è una situazione di comodo.

Coraggio vuol dire essere onesti e sinceri con se stessi.

Molto meglio essere se stessi che recitare dei ruoli.

 

Il caos non deve spaventarci, bensì fornire energia e materia grezza al nostro futuro, alle nostre soluzioni.

Ti accorgerai che la tua trasformazione sarà gradita a pochi intorno a te.

Molti ti vorranno come eri e non apprezzeranno le tue conquiste.

Non ti fermare ma stai con quei pochi e gli altri lasciali scivolare attraverso le dita come fossero granelli di sabbia finissima. Lasciali andare.

E se rimani solo, va bene lo stesso, prima o poi troverai lungo la strada dei viaggiatori come te. La solitudine non passa se ti allontani da te stesso. Imparerai presto che quando hai te stesso è impossibile sentirsi soli.

Ma se ti capita, a volte succede a tutti, fatti queste due domande:

“Dove sono io ora?”

“Sto veramente facendo il mio bene?”

 

Le risposte saranno assai illuminanti.

 

Il coraggio appartiene a ogni animale che lotta per esistere.

Il coraggio appartiene alla vita.

Se avrai coraggio, avrai come alleata la vita stessa.

Non cercare le sicurezze, le certezze. La tigre non è sicura di mangiare a fine di giornata, nessun guerriero è sicuro di sopravvivere alla battaglia.

Ciò non di meno entrambi lottano    con tutto se stessi per vincere.

La paura rende la vita piccola, ridicola e scomoda, il coraggio la rende vitale, possente e trasformativa.

Il coraggio appartiene alla vita. E più grande è il tuo coraggio, più ricca diventa la tua vita, mentre più grande è la paura, più la vita si spenge.

I limiti sono fatti per essere valicati e il rischio è l’energia propulsiva dell’azione cosciente. Un rischio consapevole naturalmente, mai frutto di una reazione ma sempre elemento energetico della stessa azione.

È meglio fallire cento volte piuttosto che non provarci mai.

Fai, agisci e se non va bene, ritenta. Provaci sempre con tenacia. Fai meglio la volta successiva. La sola gente che non cade mai è quella che non sale mai sulla corda tesa.

Chi striscia non cade mai!

 

Questo è il tuo momento. Possiedilo!

 

Se ti attieni ai dettami sociali, alle convenzioni, se fai la brava persona sempre ligia ai doveri, stai tradendo te stesso. Adattandoti al conosciuto eviti la novità di te stesso e resterai sempre insoddisfatto e alieno alla tua anima.

Scoprire il vero su ciò che sei. É difficile, lo so, ma solo in questo modo godrai appieno la sintonia con la vita. Un’ebbrezza che pochi provano.

Il teologo Paul Tillich (1886-1965) è stato uno dei più influenti teologi tedeschi (al tempo nacque in Germania poi diventata Polonia) del ventesimo secolo. Definisce il coraggio non tanto in negativo ovvero come la capacità di superare la paura bensì in positivo e cioè la forza e la volontà di affermare se stessi.

Dedicò un intero libro all’argomento “Che osa, è il coraggio?”.

 

Del resto vivere nella paura di osare alla fine non paga.

 

Tutti noi siamo qui per comprendere e sperimentare la nostra trascendenza consapevole. L’azione di “risparmiarsi” non porta altro che a una mediocre e frustrante esistenza, peraltro inutilmente trascorsa.

Non ti affranca dalla sofferenza, dalla disperazione, dal dolore ma ti affossa sempre più.

Tanto vale che ti sforzi di affrontare quello che la vita ti pone davanti con il preciso intento di superarlo e avere in tal modo te stesso.

L’incondizionata accettazione esistenziale del trascendente di ciò che sei è lo stato di chi si lascia avvolgere dall’Essere e così riesce ad affermare se stesso.

Questa è l’unica scelta possibile in senso positivo che hai.

Ogni altra forzatamente ti diminuisce. Accettando e superando il dolore, l’Essere si manifesta in tutta la sua onnipotenza e il non-essere può solo eclissarsi.

L’essere si afferma tramite te.

L’uomo è una domanda la cui esistenza rappresenta la tensione a una possibile risposta che proviene dal profondo di se stesso.

E non può essere che così.

 

 

 

4) CONCLUSIONE

Il cambiamento è la risposta a quell’urgenza di sapere chi sei e la convinzione assoluta che solo conoscendoti si apriranno le porte della felicità.

Non è frutto di un ragionamento ma una decisione volontaria di seguire la vita, la tua vita.

Vi sono molti strumenti da impiegare in questa impresa.

Essi tendono tutti a disincagliare l’individuo dalle sue fissità per farlo procedere libero nell’immenso mare di ogni infinito possibile.

 

Qui posso solo accennare che per ogni sistema d’impedimento (Reazioni, Dominio, Meccanismo Omologante) esistono decodificate precise immagini che illuminano la via. Lo stesso posso affermare per il Punto Zero. Una volta iniziata la sua, ricerca esso si affaccia alla nostra coscienza e ci suggerisce molte immagini utilissime.

 

L’intuizione inizierà a mostrarsi in tutta la sua bellezza.

 

Il cambiamento è un RITORNARE A CASA, RICONOSCERSI E GODERE DI SE STESSI.

 

 

Attenzione agli abbagli.

 

Questa non è un’attività da New-Age o improvvisati guru olistici ma solo per persone mature e serie che hanno deciso d’impegnarsi veramente.

Non esistono scorciatoie o deleghe e certamente non si può essere soggetti passivi che assistono, che subiscono trattamenti spirituali di ogni sorta ma solo protagonisti che “fanno” azione vitale personale riuscita.

 

Della fuffa della falsa spiritualità è pieno il mondo.

 

Ti riporto qui di seguito alcune frasi, tratte da un articolo pubblicitario di una disciplina olistica molto in voga, che io ritengo offensive per una normale intelligenza umana:

«Ora bastano pochi secondi, senza toccare la persona, per riallinearla col Divino, con il principio della Perfezione della Creazione Divina per cui la persona stessa dopo aver ricevuto il trattamento sarà perfettamente allineata con quel Principio in tutti i suoi piani dell’Essere: fisico, energetico, emozionale, mentale e spirituale.

Gli operatori di questa disciplina, attraverso la loro formazione, si trovano nella forza dello Spirito Universale e possono pertanto, attraverso l’Iniziazione Guaritrice, compiere la Guarigione Spirituale dissolvendo blocchi energetici causati da conflitti psicologico-spirituali che visivamente si presentano negli individui come anomalia fisica tramite l’armonizzazione vibrazionale.

Un aspetto di questo metodo terapeutico olistico che agisce sulle cause e su tutti i piani invisibili dell’essere umano. Con l’instaurazione dell’Ordine divino è possibile agire positivamente su qualsiasi malattia e attivare le forze di auto guarigione.

Poiché è un dono Divino non una manipolazione, né magia, né ipnosi, neppure una tecnica o metodo ideato dall’uomo si può ritenere che la correzione e il nuovo assetto duri per sempre».

 

Penso che sia sufficiente per capire l’assurdità di un tale scritto.

 

O siamo alla presenza del Dio capo di tutti gli Dei, oppure la vera causa è molto più umana, anzi umanissima, bassamente umana: il dominio dell’uomo sull’uomo, il mantenere nell’ignoranza, le persone assolutamente in mala fede, il trarre profitto a tutti i costi.

 

Su Dio io non so nulla, quindi non ne parlo mai.

Aggiungo che non credo in quel tipo di Dio, anche perché so bene che non chiederebbe a nessuna sua creatura di riallinearsi a un esterno da se stesso.

 

Ma le leggi del mercato sono dettate dalla domanda e dall’offerta.

Se ci sono personaggi che parlano così, vuol dire che ne esistono molte altre disposte a pagare per sentirsi annullare, azzerare nella propria vita.

 

Un modo come un altro per morire e non per vivere.

 

In tutte le epoche però sono esistite delle menti, delle persone vere che non si sono mai piegate a questi bassi commerci, che non scherzano con la vita degli altri e che hanno davvero a cuore l’evoluzione di ogni singolo.

 

Impara a discernere, a separare ciò che è da ciò che non è e non potrà mai essere.

 

Cambiare vuol dire avere la certezza che la propria vita sarà spesa bene solo quando sarà dedicata totalmente alla scoperta di se stessi, senza se e senza ma.

 

 

Maurizio Fani








Figura 1
situazione di partenza – il Punto Zero è totalmente oscuro e confinato







Figura 2
Fase discendente dall’IO fino a giungere al PUNTO ZERO







Figura 3
Fase ascendente – dal PUNTO ZERO liberato e compreso si sprigiona un’energia potente che mette a disposizione dell’IO la capacità di interagire col reale.  

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