L’INSICUREZZA NEL RAPPORTO DI COPPIA

L’INSICUREZZA NEL RAPPORTO DI COPPIA

L’insicurezza in un rapporto sentimentale è deleteria poiché impedisce a chi ne è affetto di godersi e vivere quella situazione pienamente.

L’insicurezza in questo modo verrà alimentata ogni giorno da un comportamento poco impegnato e andrà a generare ulteriore insicurezza.

 

Una situazione si può decidere di viverla in molti modi, ognuno di essi richiede un grado d’impegno e di presenza sempre maggiore.

 

Rimanere avvolti dall’incertezza causa l’impossibilità di sperimentare se quella situazione sia per noi confacente o meno, se sia quella giusta oppure no.

 

Questo atteggiamento dubbioso deriva da esperienze passate.

Le persone sperimentano nella loro vita molte occasioni in cui sono state abbandonate, trascurate, tradite, e in ultimo hanno vissuto delusioni dal partner del momento.

 

Questo ha certamente contribuito a costruire una corazza al proprio cuore, una difficoltà a lasciarsi andare e a vivere quella relazione pienamente per ciò che realmente è.

 

Nella vita tutto può accadere e quindi potremo anche restare nuovamente delusi ma un incontro di vero amore è un dono che capita raramente e l’unico mezzo per onorarlo nel modo appropriato è quello di viverlo fino in fondo per vedere se e quanto può migliorarci l’esistenza.

Cioè quanto io divengo di più di prima.

La parte migliore dell’amore è farlo, viverlo, provarlo, riceverlo e darlo.

 

Considerare una nuova relazione attraverso l’esperienze passate è sempre un errore. Ogni storia è a se stante e ricalcare antichi modelli ci impedisce di cogliere la novità esistenziale che vi può essere racchiusa dentro al pari di un tesoro da scoprire.

 

 

Il dilemma non troverà mai soluzione fino a quando non sarà capito questo perverso meccanismo.

 

«La mancanza di fiducia è la madre di tutte le incertezze» Aristofane.

 

Le persone insicure diventano col tempo “tossiche”, hanno bassi livelli di considerazione personale, della vita e della reale possibilità di essere felici.

Tendono a mediocrizzare se stesse e l’altro.

 

In una relazione quando uno dei due è ostinatamente insicuro sta solamente costruendo una barriera alla possibilità di vivere una possibile armonia.

I componenti di una coppia hanno l’esigenza di capire in quale direzione stanno andando le cose.

 

È naturale provare l’esigenza di definire un rapporto

 

«Ci stanchiamo di pensare e persino di agire, mai di amare»  (A. Comte)

 

Ogni rapporto che intratteniamo con un altro, inteso come altro da noi,  richiede volontà, intenzionalità e intento.

Certe persone si ritrovano a cercare di capire che cosa si sta muovendo  nel loro cuore. Provano una sensazione mai vissuta prima, a volte strana e indecifrabile, che fa quasi paura.

 

La frase: «Ti voglio molto bene ma non so se ti amo» non è tanto una scusa, quanto il segnale di una grossa confusione sul tema dell’amore.

 

Esprime una visione stereotipa del concetto di amore. Essendo una “sensazione diversa” da quelle provate in passato non si riesce a identificarla e a riconoscerla.

 

L’amore è una scelta perché, prima di essere anche un’emozione, esso è un modo di vivere, una visione della vita, uno stato di coscienza, una capacità trascendente, una serie di comportamenti, azioni, pensieri, parole, insomma, qualcosa che non ha nulla a che vedere con il concetto quasi “profano” della gente comune che ha dell’amore.

Le emozioni che proviamo non sono casuali, ma dipendono da noi.

Siamo noi che decidiamo, sebbene in modo quasi sempre inconsapevole, cosa provare e come farlo.

La confusione nasce dal considerare l’amore come un qualcosa di esterno, a noi indipendente, che ad un tratto decide di entrare in noi, nella nostra vita, come un colpo di fulmine.

Ma questo è l’amore patologico, una re-azione a complessi e deviazioni che ci fa vedere nell’altro l’immediata soddisfazione attraverso la complementarietà o la specularità, dei nostri punti critici, che non vogliono mollare la presa psichica sulla nostra vita.

 

L’amore è sorgivo dentro di noi, lo creiamo noi scegliendo di amare.

 

Se comprendiamo questo non ci chiederemo più se amiamo o meno una persona, ma se vogliamo farlo oppure no e questo vale per noi come per il nostro partner.

Quali sono gli indicatori che permettono questo passaggio di comprensione e di volontà?

 

Proviamo a formulare alcune domande:

 

Quanto questa persona è sincera con me?

Quanto mi rende migliore?

Quanto è funzionale alla mia vita?

Quanto mi fa divertire e ridere?

Quanto si prende cura di me?

Sono migliorata da quando ci conosciamo?

Che tipo di sogni faccio da quando siamo insieme?

Quanto mi conosce?

Quanto ha a cuore che io non sbagli nella mia vita?

Quanto vuole davvero il mio massimo bene?

Quale e quanta progettualità possiamo sviluppare insieme?

Quanto anche io posso rappresentare tutte queste cose per lui/lei?

 

In questo modo potremo passare dal falso dubbio «Ti voglio molto bene ma non so se ti amo»  ad una solida certezza: «Ti amo e voglio costruire la mia strada, prima accanto alla tua e poi insieme a te».

 

Nella vita tutto può finire e creare sofferenza ma rinunciare a vivere un rapporto sentimentale trasparente e positivo è una sofferenza assai peggiore, che, col trascorrere del tempo, peserà sempre di più dentro l’anima.

L’unico antidoto all’insicurezza è quello di impegnarsi seriamente e correre dei rischi.

 

 

Maurizio Fani

 

 

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