LA MEDIOCRITÀ È DEVASTANTE!

LA MEDIOCRITÀ È DEVASTANTE!

  1. LA MEDIOCRAZIA DI A. DENEAULT

 

Mediocre deriva dal latino medius = ciò che sta in mezzo.

Identifica qualcosa che si pone tra due estremi, tra il poco e il molto, tra il grande e il piccolo, tra il buono e il cattivo. Una via di mezzo che denota l’assenza di eccellenza ma una fascia medio bassa di valori.

 

Niente di strano se non fosse per il fatto che chi gestisce il mondo è scelto in base a tale parametro semplicemente per il fatto che il mediocre obbedisce in quanto incapace di pensiero critico autonomo.

 

  • LA MEDIOCRAZIA DI A. DENEAULT

Il filosofo canadese, che insegna sia a Montreal che a Parigi, ha scritto un libro nel 2016 dal titolo “La mediocrazia” nel quale, in maniera molto semplice, descrive lo stato attuale in cui versa la società occidentale.

Il mediocre è il conformista per eccellenza, colui che si adegua alla stupidità degli altri per imitazione e addirittura per solidarietà. In questo modo sarà accettato, e i problemi, così almeno crede, saranno ridotti al minimo.

Puoi essere anche un mediocre con delle virtù ma solo nei ristretti ambiti del consentito, del politicamente corretto.

Certamente non dovrai avere alcun talento, perché ti autoescluderebbe dai privilegi.

In un’intervista, Deneault racconta: «L’ingranaggio sociale si è attivato con la prima rivoluzione industriale. Karl Marx l’aveva intuito.

Il capitale ha reso i lavoratori insensibili al contenuto stesso del lavoro. La mediocrazia è l’ordine in funzione del quale i mestieri cedono il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all’esecuzione pura e semplice. Il lavoro diventa solo un mezzo di sostentamento, con una progressiva perdita di soggettività.

Una situazione che provoca malessere sociale. Ci sono tante e tali minacce che non possiamo accontentarci di affidare il potere a capetti senza visione e senza convinzioni. Siamo a una svolta, un momento in cui la gente soffre nel doversi piegare a norme sbagliate. Le nostre società sono piene di persone che finiscono in depressione, vanno avanti con gli psicofarmaci.

Ci sentiamo oppressi da strutture sociali vessatorie, alienanti. Siamo sottoposti a una dittatura soft della norma, dello standard unico. E se non ci adeguiamo veniamo rigettati, espulsi. In sintesi: la governance è la teoria, la mediocrazia è la modalità. E l’estremo centro è l’ideologia.

L’estremo centro cancella la distinzione tra destra e sinistra, si presenta come visione unica ed esclusiva, esprimendo intolleranza per tutto ciò che tenta di rappresentare un’alternativa. E non può essere messo in discussione. L’alternativa che si profila in questo momento all’estremo centro è il ritorno a metodi di governo violenti, brutali, una sorta di ritorno alle origini dello Stato primitivo».

 

Deneault vede, nella figura dell’esperto, la figura cardine della mediocrità: «L’esperto si sottomette alle logiche della governance, sta al gioco, non provoca mai scandalo, non insegue obiettivi. È la morte dell’intellettuale, come lo descrive Edward Saïd in un saggio, Dire la verità. Intellettuali e potere. Si tratta di una figura contemporanea, retribuita per pensare in una certa maniera, che lavora per consolidare poteri accademici, scientifici, culturali.

I veri intellettuali seguono interessi propri, curiosità non dettate a comando, possono uscire dal gioco. Un giovane ricercatore universitario ha davanti a sé un bivio. Se vuole essere semplicemente un esperto ha buone possibilità di fare carriera, ottenere una cattedra, finanziamenti.

Se ha il coraggio di restare un intellettuale puro avrà un futuro molto più incerto. Magari non finirà assassinato come Rosa Luxembourg o incarcercato come Antonio Gramsci, ma non è più certo di poter diventare un professore come Saïd o Noam Chomsky.

Ha buone chances di restare precario tutta la vita».

 

Il filosofo canadese suggerisce cinque possibili alternative a disposizione dell’individuo:

  • porsi in disparte poiché rifiuta queste aberrazioni;

  • il mediocre per difetto, che subisce tutte le menzogne, soffre in silenzio ma si consola quando vince la sua squadra del cuore o può progettare una vacanza al mare;

  • il mediocre zelante, maestro del compromesso: il presente gli somiglia, il futuro gli appartiene;

  • il mediocre per necessità, consapevole della situazione ma che “tiene famiglia” e non può permettersi il lusso di uscire dai ranghi;

  • i fustigatori della mediocrazia: sono pochi, ma possono tentare di allearsi con i mediocri in disparte e quelli per necessità.

 

L’analisi è chiara ma nel finale non pare essere ottimista, anzi tutt’altro. E ha delle ottime ragioni.

Prendendo per buone le sue cinque classificazioni l’unica fascia che si può salvare è la prima: quelli in disparte.

Tutte le altre sono irrimediabilmente compromesse poiché sotto perenne ricatto.

Se un reddito da fame e le colossali ingiustizie che devono essere quotidianamente trangugiate sono sufficienti a provocare la rinuncia alla propria vita, non c’è molto da aspettarsi.

Invece per i fustigatori della mediocrazia è necessario fare un discorso analitico. Fino a quando l’informazione viene trasmessa scevra da orpelli emozionali rabbiosi ha ancora un senso e può rivelarsi positiva.

Qualcuno la potrebbe utilizzare come spinta verso un piccolo slancio di attività cerebrale.

Purtroppo questo accade raramente.

Riportare i fatti come realmente sono può avere la sua validità ma non come molla capace di far scattare un senso di dignità esistenziale, semplicemente come fonte informativa che stimola la ricerca personale.

Questo per i pochi che sono in grado di attuare tale processo.

Al contrario, quei soggetti che accusano, sbraitano, inveiscono con una rabbia più o meno camuffata da passione, spiritualità e amore per gli altri, traboccanti di frustrazione e impotenza, altro non fanno che sostenere in maniera (neanche tanto occulta) lo stesso potere che credono di combattere.

Noi non abbiamo prove, ma non ci stupirebbe scoprire che alcuni di questi soggetti, in qualche modo, sono a libro paga del dominio, anche inconsapevolmente. Esistono tanti modi per “saldare” certi debiti.

Abbiamo personalmente conosciuto individui nel mondo complottista che per qualche migliaia di euro hanno diametralmente mutato opinioni per soli motivi di comodo, però si propongono come persone spirituali, seguaci di un credo, e l’arroganza non gli manca.

È sufficiente organizzare qualche conferenza anche con minime entrate, un barlume di visibilità e il gioco è fatto. Il dominio, attraverso i suoi innumerevoli tentacoli, ha in mano l’uomo.

 

 

Maurizio Fani

 

(Tratto dal libro “Il significato segreto delle immagini nei film e nei sogni” di Maurizio Fani, Scribo, 2019)

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