L’IMPORTANZA DEI SOGNI NEL FILM “LA FORZA DEL CAMPIONE”         Parte prima di due

L’IMPORTANZA DEI SOGNI NEL FILM “LA FORZA DEL CAMPIONE” Parte prima di due

  1. LE REGOLE
  2. IL PRIMO SOGNO DI DAN
  3. IL SECONDO SOGNO (LUCIDO) DI DAN
  4. L’ERRORE DI DAN E L’INCIDENTE IN MOTO
  5. IL TERZO SOGNO DI DAN
  6. L’IMPORTANZA DEI TRE SOGNI

 

 

 

“Peaceful Warrior” è un film particolare.

Il film si riferisce a eventi realmente accaduti al protagonista, autore del libro autobiografico “Peaceful Warrior La Via del Guerriero di Pace”, tradotto in italiano con il titolo “La Forza del Campione”.

 

In molti hanno evidenziato il carattere “spirituale” di questo libro/film.

Purtroppo le recensioni e i commenti anche di psicologi ed esperti mostrano solamente gli aspetti superficiali e marginali di un significato molto più profondo.

Si limitano alle solite “regole” del benessere e non scendono in profondità per portare alla luce il vero senso dell’opera. Senso che certamente pochi sono in grado di “vedere” poiché imbrigliati in un meccanismo omologante che lo impedisce, riconducendo la consapevolezza di ciò che è sui binari codificati di una spiritualità inconsistente mai in grado di apportare reali cambiamenti.

 

 

  • LE REGOLE

D’altra parte siamo pieni di conferenzieri che dicono cose simili, pillole di verità, frasi dall’impatto emotivo assicurato ma che scadono sempre in “regolette” tanto care al sistema.

Sì perché la massa adora le regole. Vuole che gli sia detto che cosa pensare e come fare. Non è alla ricerca di un pensiero autonomo, questo mai. Anela essere guidata, stimolata ma in modo quasi asettico cioè che non comporta cambiamento o quanto meno una rivisitazione critica della propria esistenza.

No, questo quasi mai accade.

Molti ascoltano conferenze e frequentano corsi di crescita personale ma in cuor loro rimangono fermamente attaccati ai propri schemi: non hanno alcuna intenzione di liberarsene. Per riprendere il film che stiamo analizzando, adorano conservare la propria spazzatura.

 

E questo i formatori attuali, con poche eccezioni, lo sanno bene.

Infatti, offrono scarsi contenuti, pochissimi riferimenti e tanto, ma tanto spettacolo d’intrattenimento cabarettistico.

Un modo come un altro per passare qualche ora in modo diverso.

Nessuna responsabilizzazione.

Poi tutto tornerà come prima.

Niente di più.

 

Ma torniamo all’offerta.

Questi signori danno regole.

Sì hai capito bene regole, principi, dettami.

Riferimento normativo dell’agire, indotto dalla reale o presunta costanza dei fenomeni. La regola è anche una misura organizzativa che consente di calibrare la convivenza tra le persone.

Naturalmente senza stimolare minimamente il processo di creazione sottostante la comprensione, in altre parole senza curarsi affatto di farci arrivare la persona col suo pensiero, attraverso un vissuto emozionale che partorirà quel concetto, che solo allora farà veramente parte di lei.

Al contrario imponendosi con frasi ricopiate da quel maestro spirituale, da quel coach, da quel tale psicologo famoso.

Come se la provenienza, la fonte di quel discorso ne sancisse l’assoluta affidabilità e bontà.

 

Questo film è pieno zeppo di “regole” assunte come verità, mai comprese realmente. Tutti bravi ad applaudire a queste frasi ma totalmente incapaci di calarsi dentro quelle parole per rintracciare un invisibile filo rosso che porta al vero di ciò che è e non all’illusione di ciò che appare (ma non è).

 

Per comprendere questo film nella sua essenza e non cadere nella banalità di una sempre troppo frettolosa psicologia “usa & getta” “a usum delfini” occorre rinominare i suoi personaggi.

 

Socrate, il vecchio saggio che a un certo punto evapora, non c’è più rappresenta l’anima del protagonista Dan.

Se fai attenzione, è lo stesso Socrate che confida a Dan che potrebbe essere il suo stesso intuito.

«Quello che conta è essere cosciente di tutte le tue scelte e responsabile di tutte le tue azioni» «Tu hai scelto me» replica Socrate alla domanda di Dan che insinuava di essere stato scelto da lui.

DAN: «Come faccio a crederti. Tu mi hai insegnato a seguire il mio intuito?»

SOCRATE: «Come fai a sapere che io non sia il tuo intuito che ti sta parlando adesso?»

 

 

Dan impersona ogni individuo che deve comprendere il perché della sua esistenza, che deve conoscere se stesso per compiersi. Ha delle qualità, delle virtù e dovrà attraverso di esse comprendere la sua esistenza.

Il coach, gli amici, le ragazze, le manifestazioni sportive, la scuola, fanno parte del Meccanismo Omologante già descritto nel mio post “Revolver” (seconda) parte di due.

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Si salva Joy, la ragazza amica di Socrate, l’unico personaggio elevato fra i tanti. L’unica che vuole apprendere, crescere e non essere una delle tante ma proprio e solo lei: Joy.

 

Altro elemento centrale del film sono i sogni, mai evidenziati dai commenti per la loro reale importanza. Come sempre precisi e capaci, a chi possiede occhi esperti e conoscenza adeguata, di rivelare tutta la loro potenza ed efficacia.

 

Ecco con questo rimpasto organizzativo vedrai che il film ti apparirà in tutta la sua bellezza e non più asfissiato dalla tanta, troppa spazzatura psicologica a poco prezzo.

 

In questa prima parte ci concentreremo sui sogni presenti nel film.

 

 

  • IL PRIMO SOGNO DI DAN

Il film inizia con un sogno del protagonista Dan Millman.

Nella immagine del post compaiono i tre momenti chiave.

 

Sogna prima altri atleti in modo sfuocato, poi una pioggia di sfere e infine volteggia agli anelli in una gara olimpica, sogna di fare la sua solita uscita con tre capriole invece che solo due come fanno tutti, e nell’atterraggio la gamba destra fino quasi al ginocchio va in mille pezzi come se fosse di plastica.

Tutti accorrono, lui è dolorante per terra e nota qualcuno che indossa due scarpe diverse, una più chiara e una più scura, che spazza via, con molta calma e fermezza, i mille pezzettini della sua gamba.

 

In questo sogno, che Dan vive come un incubo, è racchiuso l’intero film.

 

La spiegazione del primo sogno – Persone sfuocate vuol dire che non ha chiaro il perché di quello che sta facendo, le sfere simboleggiano contaminazioni schizofreniche cioè siamo di fronte all’azione del Meccanismo Omologante che porta le persone a restare scisse da se stesse.

 

Dan sta volteggiando, cioè sta facendo quello per cui è nato.

Questo andrebbe bene sennonché, quando atterra, la gamba destra esplode come se fosse di plastica. Non si rompe o si piega, si comporta come se non fosse in grado di reggere il carico che tre volteggi in aria possono imprimere.

Meglio.

La gamba pare di plastica e non di carne umana, pare quella di un umanoide, di un manichino e non di un essere umano. Non fuoriescono sangue, ossi, materiale organico appartenente a un vivente.

Sembra più la gamba di un bambolotto tipo il noto “Big Jim” prodotto dalla Mattel tra il 1972 e il 1986 in America e in Europa.

La gamba all’interno è cava, vuota. Solo apparentemente è una gamba.

Non ha consistenza né massa.

 

La gamba destra simbolicamente indica il procedere, l’andare avanti verso il futuro, il contatto con la realtà. Indica movimento, agilità, progresso; stabilità, autonomia, capacità di resistenza, contatto con la terra, riuscire “essere in gamba”, percorrere le vie dei cambiamenti necessari.

 

Ma si spezza.

 

Quando si spezza?

 

QUANDO È GIÀ ATTERRATO, CIOÈ QUANDO HA FINITO LA PERFORMANCE. I SUOI TRE (forse) VOLTEGGI IN ARIA PRIMA DI USCIRE DAGLI ANELLI GLI HA FATTI MA LE BASI CONCRETE SU CUI QUESTA PRODEZZA DEVE FONDARSI ANCORA NON ESISTONO, SONO ILLUSORIE

 

Ce la può fare ma deve uscire da quella meccanicità.

 

Chi spazza, ovvero pulisce la “spazzatura aliena” all’umano?

 

Qualcuno che sa come fare, che ha due scarpe diverse ai piedi e che possiede la conoscenza e gli strumenti giusti.

 

Sa come ci si “ripulisce” dalla spazzatura.

 

In questo caso la simbologia onirica delle scarpe attinenti alla sessualità non ha senso adottarla perché le scarpe non si riferiscono a Dan ma all’angolo di visuale che da terra, sofferente, il ragazzo poteva avere.

 

Il sogno indica qualcuno che può fare pulizia della sua meccanicità, della sua non-umanità.

 

Il sogno, come sempre, indica il problema e la soluzione.

Vedremo come tutto questo avverrà.

 

Dan dopo l’incubo esce di notte e si reca presso una stazione di servizio per acquistare qualcosa da mangiare. Incontra colui che porta due scarpe diverse a causa della non uguale lunghezza delle gambe il cui nome è Socrate.

 

Quando esce vede lo stesso tipo sul tetto della stazione di servizio.

 

Non si capacita come abbia fatto a raggiungere quell’altezza.

 

Invece è molto facile capire il perché di quel gesto da parte di Socrate.

 

Socrate si pone in alto, più in alto di Dan, ma si pone in un modo che fa colpo sul ragazzo. Infatti, l’atleta sa bene che un uomo può saltare in piedi massimo un metro e mezzo non i tre o quattro necesari per arrivare dove adesso si trova l’anziano benzinaio.

 

Per Dan Socrate diventa inarrivabile e quindi meritevole di attenzione.

 

 

Il sogno sarà predittivo dell’incidente che il ragazzo subirà, ma si chiude con una bella immagine di qualcuno che fa pulizia in mezzo al trambusto in un silenzio quasi sacro.

 

 

3) IL SECONDO SOGNO (LUCIDO) DI DAN

Dan sta seguendo di nascosto Socrate lungo un sentiero in mezzo al bosco. Poi si trova in palestra. Socrate che è appollaiato in alto su una longarina del tetto gli fa cenno di salire con una corda. Dan lo raggiunge e si siede accanto a lui.

«Perché dobbiamo stare quassù a rischiare di ucciderci?» chiede Dan a Socrate.

«Me lo devi dire tu» risponde Socrate.

 

Dan si rende conto che riesce ad ascoltare le persone in basso, ma non muovono le labbra, sta ascoltando i loro pensieri.

Socrate dice che lui non li ha mai ascoltati davvero. Cioè significa che si è sempre fermato alle apparenze, a quello che tutti dicono, ma non ha mai indagato la sostanza delle persone.

«Questa è opera tua», ribadisce Dan, «Sto perdendo la ragione».

Socrate replica che a volte bisogna perdere la ragione prima di prendere coscienza.

In effetti, la ragione è il modus operandi del sistema. La ragione risponde a domande come chi, che cosa, quando, quanto a che ora, quando scade, ecc.

Il pensiero invece risponde solamente a una domanda: perché?

 

Poi vede se stesso in basso che lo fissa con lo sguardo come se si fosse accorto della sua presenza e cade urlando nel vuoto, non riesce a integrare queste due realtà così distanti tra loro.

 

Si riprende da quella visione lucida.

 

Socrate gli dice che deve essere forte se vuole intraprendere questa strada: «Dovrai essere forte e dovrai avere fiducia in me».

 

Quando si ha qualcuno che la vita ci ha posto accanto per farci da guida, dobbiamo sempre riporre fiducia nei suoi confronti ed essere grati di un aiuto così prezioso e opportuno. Infatti, capita sempre nei momenti più bui, al culmine di situazioni che rasentano la disperazione e l’annullamento di sé. 

 

Anche lui, la nostra guida, trarrà dei benefici dalla situazione, avrà i suoi vantaggi esistenziali. L’amore che occasioni simili sono capaci di sprigionare è immenso e resterà sempre un eterno bene prezioso per entrambi, da amare, da difendere, da rispettare come sacro poiché è lo stesso Essere che provvede al suo accadere per il bene evolutivo delle sue creature.

 

 

Interpretazione del secondo sogno (lucido) di Dan

Lui segue il percorso che sta tracciando Socrate, un percorso in mezzo al bosco cioè l’inconscio. Poi si trova in palestra. Socrate lo attende lì. Lo fa salire, cioè lo sta elevando sul piano della coscienza. Gli mostra come delle persone sia necessario capire L’INTENZIONE VERA e non quello che dicono.

Lo fa assurgere a un livello superiore.

Questo lo sbarella, gli fa perdere l’equilibrio.

Salire alle volte può apparire destabilizzante perché ti costringe a mutare i vecchi schemi. Ma si deve osare di Essere altrimenti la vita perde significato.

Il Dan superiore è l’espressione evoluta del Dan inferiore.

Il tentativo è la riunificazione ma fallisce.

Dan precipita verso il basso, non è ancora pronto.

 

Così dopo uno scambio duro con Socrate se ne va via con l’intenzione di cancellare Socrate dalla sua vita.

Ma i dubbi sono tanti e molto pressanti nella sua testa.

 

 

 

  • L’ERRORE DI DAN E L’INCIDENTE IN MOTO

Dopo il diverbio con Socrate, Dan se ne va e ricomincia con birre, donne, amici. Il meccanismo torna a essere efficace e attivo su di lui.

 

Quando la vita si accorge che nonostante, il provvidenziale aiuto che ti ha dato (in questo caso la guida di Socrate per Dan) e non te ne rendi conto, non comprendi e lo rifiuti, allora passa ad altri espedienti.

Lo scopo della vita è farti comprendere chi sei.

Se non ci riesci con le buone, proverà con mezzi assai più convincenti.

 

Ecco perché prima di parlare a una persona è sempre bene sincerarsi se è in grado di comprendere. Perché se non lo fosse e gli diamo l’informazione del passaggio esistenziale che deve compiere e lei non lo fa, la vita dà per scontato che lei non “voglia” proprio farlo, e la situazione tende a precipitare.

Quindi molte volte è meglio un riservato silenzio che un parlare.

 

Dan apparentemente migliora la sua prestazione atletica.

Ricomincia con le ragazze con un sesso meccanico.

Sostanzialmente non ha capito niente.

Corre spericolato in moto e ha un brutto incidente perché passato col rosso.

Quando ricade a terra il fenomeno dei pezzettini che esplodono, si ripete per far comprendere che è la continuazione dell’incubo avuto all’inizio del film.

Il medico gli dice che con molta riabilitazione potrà ancora camminare.

Il femore è fratturato in 17 punti diversi. <Hanno usato una barra d’acciaio. Preso atto della gravità dell’incidente, deve ritenersi fortunato, dice il medico.

 

Dan deve reinventarsi la vita. Con le stampelle incontra Joy.

 

Lei le mette una mano sul plesso solare. Lui avverte un grande calore. IL POTERE CURATIVO DEL TATTO.

Lei sa che la gamba non è l’unica cosa che si è rotta e che per lui è un momento terribile. Sa che sta iniziano a porre attenzione alla sua vita.

Dan inizia a percepire il bisogno della sua anima, sente la mancanza di Socrate.

Adesso si rende conto di quanto quell’uomo gli manchi e quanto prezioso sia per lui.

Dan ha cambiato anche espressione del viso.

Non ha più quella arroganza stolta adesso.

 

Adesso comincia a capire cosa significhi amare.

 

 

 

5) IL TERZO SOGNO DI DAN

Si trova di notte sotto una torre minacciosa.

Nei sogni torre o campanile indica una vettorialità apparentemente in direzione del cielo ma è gestita meccanicamente.

Infatti, l’ambiente che si prefigura è quello di un conflitto con se stesso.

Entra e vede delle scale tipo a chiocciola che salgono. Arriva in cima si sporge dal balcone della sommità della torre e oltrepassa ogni sicurezza per ritrovarsi sul cornicione esterno.

Sotto il vuoto.

Ma non è solo.

Esiste la sua parte costruita, quella complessuale che gli chiede che cosa vuole.

Sono due atteggiamenti opposti che certificano la schizofrenia di Dan.

Uno vuole sopprimerlo, ucciderlo e l’altro no, vuole vivere.

 

Dan, dopo l’incidente ha preso coscienza di molte cose e VOLONTARIAMENTE DECIDE DI LASCIARE ANDARE CIÒ CHE LO STAVA PORTANDO ALLA ROVINA.

«Sai quello che fai? Tu sai che cosa sei senza di me? E allora cosa stai facendo?» queste sono le tre domande che il Meccanismo gli rivolge prima che Dan lo lasci precipitare. A tutte queste domande Dan risponde sempre di no.

Infatti, Dan non sapeva che cosa sarebbe cambiato.

Lui lascia andare la sua parte complessuale che precipita nel vuoto.

Non sa perché ma lo lascia al suo destino.

 

Occorre osare nella vita. Si cresce solo con atti di coraggio e di fiducia in se stessi. È impossibile capire prima e poi agire.

Anche se alla maggioranza piacerebbe da matti, non funziona mai così.

Prima si fa e poi se capisce, sempre!

 

 

 

  • L’IMPORTANZA DEI TRE SOGNI

«Un guerriero non rinuncia mai A quello che ama, egli trova l’amore in quello che fa»

La vita è scegliere e non c’è un inizio e una fine: SOLO IL FARE».

 

Su queste frasi di Socrate andiamo a osservare quanto i sogni siano stati assolutamente pertinenti con la storia di Dan.

 

Il primo evidenzia il problema e la sua risoluzione.

Il secondo spiega a Dan che cosa avrebbe dovuto fare con la sua parte complessuale, cioè comprenderla realmente ma ancora non era in grado ed è lui a crollare.

Nel terzo le parti sì invertono. A crollare è la parte sua che lo blocca e lo vincola a una vita molto inferiore a quella cui dovrebbe tendere.

 

 

Possedere gli strumenti interpretativi dei sogni è davvero un’opportunità incredibile di saggezza pratica e spirituale.

 

Per il resto della mia analisi lo troverai sulla seconda parte dedicata a questo bellissimo film.

 

Maurizio Fani

 

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