LA FORZA DI SE STESSI  NEL FILM ” IO C’E’ “

LA FORZA DI SE STESSI NEL FILM ” IO C’E’ “

INTRODUZIONE

“Io c’è” è un film del 2018 del regista Alessandro Aronadio, incolpato di avere molti difetti.

Io lo trovo particolarmente intelligente con il minimo fisiologico d’invadenza della commedia all’italiana.

È un film “asciutto” che non concede spazio a orpelli e ricami dovuti a recitazioni complesse. Giustamente non servivano allo scopo poiché la vera natura di quest’opera cinematografica non è rappresentata dalla commedia o dalla comicità.

Il cuore pulsante di tutto il film è il rapporto dell’uomo col sacro e come nel tempo esso è stato “occupato” da tutta una serie di false soluzioni il cui unico scopo è sempre stato quello di gestire il potere, accaparrandosi e ipotecando la religiosità innata degli esseri umani.

In questa giostra, fin dai primordi della vita sociale organizzata possiamo annoverare maestri, guru, déi, santi, saggi, profeti, sacerdoti, capi spirituali, iniziati. Tutte figure che non sono mai state veramente divorate dal tempo ma che sono sopravvissute riciclandosi in infiniti modi con innumerevoli nomi.

Ecco perché il film non è stato apprezzato dalla critica, anche se a tratti è divertente. Non è assolutamente un film comico. Anzi espone una realtà drammatica alla quale difficile, se non impossibile, porre freno.

Ma l’abilità del regista per me va ben oltre.

Alessandro Aronadio, classe 1975, nel 2001 consegue una laurea in Psicologia all’università di Palermo, discutendo una tesi finale sul “Doppio nel cinema di David Cronenberg” e nello stesso anno gli è assegnata una borsa di studio Fullbright per partecipare nel 2002 a un master in regia cinematografica presso la Los Angeles Film School di Hollywood.

Autori di molti articoli di psicologia con la rivista “Gruppi”, ha scritto alcuni libri ed eseguito diversi cortometraggi.

 Durante la presentazione del film distribuito dalla “Vision Distribution”, ha dichiarato: «Volevo fare un film sulla religione. Oggi è un tema quasi tragico legato ad argomenti di cronaca drammatici e qui volevo provare a ridere di qualcosa che sembra così intoccabile.

Da ateo m’incuriosisce il fedele e colui che crede in qualcosa perché penso che sicuramente vive meglio di me. Ho raccontato la storia di questo ciarlatano che si ritrova suo malgrado a vivere come guida di questa religione.

Lo Ionismo è una religione più contemporanea che mette al centro te stesso e che per certi versi è liberatoria: ti dice fai quello che vuoi, non esistono comandamenti, ma solo suggerimenti. Tutte le religioni raccontano una storia e impartiscono un ordine al caos e una delle funzioni principali è quella di poter appartenere a un gruppo per trovare la propria identità.

È un film profondamente rispettoso di chi crede, poi ognuno lo interpreterà come preferisce. Per alcuni è per credenti, per altri è totalmente ateo. Volevo ragionare sul perché dopo anni ancora abbiamo bisogno di riflettere sull’invisibile. Ho curiosità nei confronti di chi crede e non è assolutamente un film contro i fedeli».

Mentre l’attore protagonista, Edoardo Leo, precisa: «”Io c’è” è una metafora interessante sul confine tra fede e creduloneria e tra religione e cialtroneria. Il principio è stato quello di non irridere e di non mettersi sull’altarino, ma anzi di cercare di capire».

TRAMA

Massimo Alberti è il titolare di un bed & breakfast con il quale non riesce a sopravvivere a causa delle numerose tasse. Scopre che gli edifici classificati come luoghi di culto sono esentasse, così decide di fondare un nuovo culto.

Con l’aiuto della sorella Adriana commercialista e dello scrittore Marco Cilio, stila lo statuto dello e istituisce le regole, i simboli sacri, i riti. Questa religione suggerisce l’indipendenza, il viver per se stessi, seguire la spinta personale: il simbolo sacro è uno specchio, verso cui i fedeli guardano per osservare loro stessi.

Dovendo avere dei proseliti, attira a sé un primo gruppo di senzatetto della vicina comunità ecclesiastica di suore, indispettite dal gesto.

Incredibilmente costoro seguono anche i suoi precetti e uno di loro smette di assumere alcool. Rimangono affascinati dallo Ionismo anche l’incaricato dello Stato a vigilare che non si tratti di una truffa; un paralitico che chiede il miracolo di tornare a camminare; una donna avanti con l’età che prova ancora pulsioni sessuali (ma le suore l’avevano accusata di peccato mortale) alla quale Massimo consiglia di assecondare i “friccicori” (stimoli sessuali in dialetto romanesco).

A costoro Massimo spiega di dover seguire la voce del proprio essere.

Anche Adriana, la sorella, segue lo Ionismo, lasciando l’altezzoso marito Giulio e mettendosi ufficialmente con l’amante che frequenta da anni, un suonatore di reggae.

Si ritrova ad affrontare il suo primo funerale, ma Massimo non racconta alcuna storia in merito ad un aldilà, esponendo ai fedeli una visione materialistica della morte: la defunta è semplicemente lì, nell’urna. Non ci si dovrebbe interrogare sull’aldilà, perché non avremo mai una risposta: bisogna godersi il viaggio della vita.

Nel B&B alloggia anche Teresa, giovane ragazza che irretisce il cuore di Massimo. La ragazza ha avuto un’operazione e avrebbe dovuto subirne una seconda, molto rischiosa, ma ha deciso di non intraprendere quella via, per godersi il viaggio della vita, come suggerito da Massimo al funerale ionista.

Nel frattempo lo Ionismo è accettato come religione dallo Stato e il B&B è classificato come luogo di culto. Marco Cilio ha stilato il Vangelo ionista ed è pronto a lanciarlo sul mercato. Massimo non ne vuole più sapere, e Marco lo minaccia di uno scisma (come fece Martin Lutero).

L’uomo capisce di essere andato troppo oltre: da un semplice trucco per non pagare le tasse è arrivato a ingannare decine di persone, e Teresa rischia la vita credendo in una bugia. Dopo una funzione, sfoga la sua ira rompendo lo specchio, cacciando tutti e facendo a pezzi gli oggetti della struttura ricettiva.

Poco dopo si vede Massimo in un’aula di tribunale: essendo lo Ionismo riconosciuto dallo Stato, il giudice lo condanna per offesa e vilipendio a persone, oggetti sacri e luogo di culto consacrato e terrorismo religioso.

L’auto che sta per portarlo in carcere è fermata da un gruppo di fedeli ionisti, tra cui Teresa: la donna dice a Massimo di essere guarita e di non necessitare più della seconda operazione, santificando Massimo. Mentre Massimo è in carcere, Marco continua le funzioni ioniste, leggendo il Vangelo e ispirandosi a un quadro raffigurante Massimo

COME AL SOLITO ANALIZZEREMO SOLO UN ASPETTO DI TUTTI QUELLI CHE IL FILM CI OFFRE.

NON AVRAI ALTRO DIO ALL’INFUORI DI TE

Affermazione meravigliosa.

Credere in se stessi non è affatto una religione.

Quest’assunto rappresenta il principio base della vita. Noi possediamo tutto il necessario per essere felici e non lo sappiamo.

Tutta la “cultura della sofferenza, del sacrificio, della rinuncia, della delega in bianco” si è impossessata della sacralità dell’essere umano.

Le religioni hanno fatto proprio questo, hanno scisso il sacro dall’umano avocando a sé la facoltà di mediarlo col divino, cioè ha sottratto la capacità di dialogare con la propria parte spirituale, sostituendola con dogmi, regole, strutture, doveri obblighi, divieti.

Gli è stato detto che non deve credere a se stesso poiché peccatore, impuro, ignorante, profano. Contemporaneamente è stato accolto a braccia aperte dalle trappole del dominio.

La primissima scena del film recita:

«Ed ecco, era giunto il momento di iniziarsi, di consacrarsi, di non sentirsi mai più soli».

Che cosa significa?

Che la scissione operata all’interno dell’animo umano, ha condannato l’uomo alla solitudine in quanto privazione. L’uomo si è sempre sentito solo perché non ha mai potuto avere se stesso, se non con atto di ribellione, mai socialmente accettato. L’essere umano per esistere deve riuscire a dire di no a tutti i modelli preconfezionati da altri che incontra e che pretendono d’imporsi alla sua attenzione come veri, divini e assoluti.

Il potere, per espandersi e mantenere nel tempo, ha sempre avuto bisogno assoluto di alcuni aspetti: guerra, religione e proprietà.

Così l’uomo si è trovato privato della sua fonte energetica più importante e condannato alla solitudine esistenziale.

È venuta meno la sua trascendenza e la sua vera spiritualità.

“Non avrai altro dio all’infuori di te” è assolutamente vero ma nulla ha a che vedere con il potere religioso.

Lo stesso si può dire per “i suggerimenti” al posto dei comandamenti.

Bello anche il titolo del libro di milleduecento pagine scritto da Marco Cilio, il co-fondatore dello Ionismo: “Vivere la mia vita”. Anche questo titolo è molto vero. Se ognuno vivesse la propria vita invece di vivere quella che altri vogliono costringerlo a vivere, avremmo risolto ogni problema.

Però è un libro scritto, per non essere letto.

E anche questo è vero. Questa informazione stenta a passare.

Le persone non la credono possibile e pensano che affidarsi a religioni, credenze e ideologie di tutti i tipi sia l’unica soluzione.

Più facile sicuramente, immediata e senza sforzo.

Ma non è per niente la soluzione.

LE RELIGIONI SONO RIVELAZIONI OPPURE COSTRUZIONI?

Storicamente è più che assodato che sono tutte delle costruzioni compiute a tavolino per il dominio.

Come si costruisce una religione?

Lo spiega in maniera chiara Marco Cilio: «Per inventare una religione bisogna prima di tutto capire come funziona una religione. Provate a riflettere: la mitra del Papa era in origine il copricapo dei faraoni egizi, la papalina è una rivisitazione della kippah ebraica, il rosario è di origine musulmana.

Sapete che cosa vuol dire questo?

Che vale tutto».

Giustamente come afferma Marco, non esistono religioni plausibili, credibili, giustificabili al lume della consapevolezza.

Ogni religione si è costruita basandosi sui simboli del potere precedente, rivisitati. Questo perché la massa era già abituata a essi.

Questi simboli si sono caricati nei millenni di energia e non usarli avrebbe voluto dire disperdere un patrimonio energetico immenso.

Il dominio non se lo può permettere.

A un certo punto Massimo dice a Marco: «Noi non siamo mica una setta che manipola la gente?» e Marco Cilio lo guarda come affermare l’esatto contrario. Ogni religione non può fare a meno di essere manipolatoria, è inevitabile.

Ogni precetto religioso e ideologico è incomprensibile da un punto di vista dell’Essere. Cibi diversi, abiti diversi, obblighi diversi. Tutti forzatamente spiegati con i miti, gli archetipi e le presunte rivelazioni che sono i principali responsabili della deviazione psichica dell’umano.

Lascia un commento